Filosofia delle cure

La filosofia di cure dell’Istituto è improntata sul pieno rispetto della persona e sulla consapevolezza che ogni individuo ha una propria sfera bio-psico e sociale che lo contraddistingue e lo rende unico.

Attraverso il “processo delle cure” ci assicuriamo in modo sistematico i mezzi per identificare, prevenire e trattare i problemi di salute reali o potenziali, identifichiamo le risorse e i limiti dell’ospite per garantire un’assistenza individuale promuovendone il benessere e coinvolgiamo i famigliari nel percorso di vita all’interno della Casa.

Conosciamo e applichiamo le cinque funzioni emanate dalla Croce Rossa Svizzera e le mettiamo in pratica.

Garantire il soddisfacimento dei bisogni fondamentali della persona è l’obiettivo principale del nostro lavoro quotidiano. Rispettiamo, laddove è possibile, i ritmi e le abitudini personali dei nostri ospiti adattando i piani di lavoro in base alle loro esigenze.

Le scelte terapeutiche di cura, riabilitative, conservative o di accompagnamento alla morte, sono sempre discusse con l’ospite (quando è possibile), con il parente di riferimento, con il medico e l’équipe di cura. In base ai bisogni si organizzano incontri strutturati e mirati (family conference) per decidere le strategie d’ intervento del caso, adattando le cure in base alla persona tenendo presente il vissuto dell’Ospite (patologie, cultura, religione).

Lavoriamo rispettando le norme d’igiene, sicurezza e prevenzione aggiornandoci rispetto alle linee guida tenendo presente i criteri di benessere, economicità ed efficacia.

Nella Casa si cerca di evitare l’accanimento terapeutico verso il morente e sue inutili sofferenze al fine di garantirgli una morte serena, nel rispetto delle direttive anticipate.

Creiamo gruppi di lavoro per la stesura di protocolli e direttive interne per migliorare la qualità e l’efficacia delle cure collaborando a progetti Cantonali.

 

I modelli ai quali si ispira la filosofia delle cure dell’Istituto sono riferiti alle teoriche: Virginia Henderson con i 14 bisogni fondamentali, Dorothea Orem per la teoria dell’auto assistenza o cura di sé e Lynda Juall Carpenito per definire diagnosi infermieristiche e impostare piani di cura finalizzati e individuali.

Filosofia delle cure palliative

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato la seguente definizione delle Cure Palliative:

“Un approccio che migliora la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie, che si trovano ad affrontare le problematiche associate a malattie inguaribili, attraverso la prevenzione e il sollievo della sofferenza, per mezzo di una identificazione precoce e di un ottimale trattamento del dolore e degli altri sintomi e delle problematiche di natura fisica, psicosociale e spirituale”.

Le cure Palliative possono essere definite come la cura globale per persone affette da una malattia che non risponde più a trattamenti finalizzati alla guarigione e quindi il miglioramento della qualità di vita ne diventa l’obiettivo primario, intervenendo sul controllo del dolore e su altri sintomi fisici, psicologici e spirituali della persona colpita, ma anche tutelando e guidando le rispettive famiglie nel percorso di cura attraverso la malattia.

Nell’approccio alla persona anziana e ai suoi famigliari l’équipe di cura rispetta e applica i principi delle cure palliative i quali:

  • Affermano il valore della vita, considerando la morte un evento naturale
  • Non prolungano né abbreviano l’esistenza del malato
  • Provvedono al sollievo dal dolore e degli altri sintomi
  • Includono gli aspetti psicologici e spirituali dell’assistenza
  • Offrono un sistema di supporto per aiutare il paziente il più attivamente possibile fino alla morte
  • Offrono un sistema di supporto per aiutare la famiglia a convivere con la malattia e poi con il lutto.

 

Proprio perché il nostro istituto è rivolto a ospiti in età avanzata diventa importante integrare nella nostra filosofia di cura anche la filosofia delle cure palliative. Il Residente geriatrico è spesso affetto da multipatologie con dolori cronici che possono essere sottostimati soprattutto in ospiti già affetti da demenza o da altre patologie tipiche dell’età anziana.

L’Istituto ha aderito nel 2016 al progetto pilota nell’ambito della “strategia cantonale in materia di cure palliative 2010-2012” che ha lo scopo di promuovere e implementare l’approccio palliativo all’interno delle Casa per Anziani.

Seguendo le loro direttive è stato creato un gruppo di lavoro che si riunisce periodicamente e affronta i problemi di natura bio-psico-socio e spirituale che si presentano per l’Ospite, facendo riferimento alle linee guida nazionali sulle cure palliative.

 

L’équipe interdisciplinare di cura è composta da personale già formato in cure palliative come il Direttore sanitario con corsi di formazione effettuati presso la SUPSI e da infermieri presso la scuola superiore in cure palliative (CAS), oltre alla Responsabile delle cure, fisioterapista, animatrice, ergoterapista e personale curante sensibilizzato all’interno della Casa. 

Il nostro Istituto non ha al suo interno un reparto specifico di cure palliative, accoglie e cura gli ospiti che rientrano in questo gruppo negli spazi condivisi, assicurando una presa a carico globale, coinvolgendo l’équipe interdisciplinare della struttura che stabilisce e adotta le strategie necessarie per garantire una qualità di vita migliore rispondendo ai bisogni individuali e sociali, alleviando la sintomatologia del dolore fisico, psicologico e sociale, accompagnandoli alla fine della loro vita con il giusto supporto assistenziale e spirituale, includendo e sostenendo anche i famigliari (family conference) nel progetto di cura. Particolare attenzione viene riposta al sostegno della famiglia nell’accompagnamento all’eventuale perdita. Per la supervisione dei casi più complessi l’équipe opera in collaborazione col servizio Triangolo.

 

Da quanto scritto possiamo affermare che il rispetto dell’essere umano sofferente è l’essenza della filosofia delle Cure Palliative per questo al centro del nostro lavoro quotidiano vogliamo garantirne la sistematica applicazione.

D’altra parte, nella Casa si cerca di evitare l’accanimento terapeutico verso il morente e sue inutili sofferenze al fine di garantirgli una morte serena.

Filosofia dell’animazione

L’animazione è la filosofia di base del nostro operare, non semplicemente un aspetto marginale o un’attività per passare il tempo.

Ogni persona ha la sua storia, i suoi bisogni e le sue potenzialità. L’esistere dell’anziano va oltre il lavarlo, il nutrirlo, il curarlo e il metterlo a letto.

Rimettere in moto la voglia di vivere, mantenere in movimento la mente, smuovere emozioni, considerare l’anziano in tutte le sue dimensioni esistenziali è promuovere una qualità dinamica, è mettere a punto un servizio personalizzato per ciascun ospite che ci viene affidato.

In questo senso ci impegniamo in un progetto per ogni anziano, perché essere anonimi e allungare la vita non basta, occorre cercare dei significati.

Gli anziani sono la nostra memoria, ci sono emozioni e sentimenti che si tramandano solo spiritualmente da individuo a individuo.

Nella nostra animazione cerchiamo di far vivere l’anziano in una casa aperta al mondo e ai vari stimoli che esso può offrire.

Obiettivi:

  • Si impone la necessità di una risposta interdisciplinare tra le diverse figure operanti
  • L’animatore deve farsi conoscere affinché possa essere contattato facilmente diventando il catalizzatore delle attività
  • L’animatore deve aprirsi e interessarsi alle attività promosse dagli enti esterni
  • Rendere l’ospite più protagonista nelle azioni della vita quotidiana
  • Operare con le forze di volontariato
  • Coinvolgere i famigliari

 

I principali criteri per organizzare la vita dell’ospite, tenendo conto che l’animazione lavora con e per l’anziano, persona adulta e degna di rispetto, sono libertà e sicurezza, flessibilità e tolleranza.